guaraldi editore

Laboratory for a new book economy

Genere:Scienze umane  anteprimaAnteprima
Autore:Jules Celma
Titolo:

Diario di un educastratore

 

Libertario, anarchico, radicale fino all'estremismo, il «signor maestro» Jules Celma emerge dal Maggio francese con alcune idee generali sull'educazione scolastica da verificare alla prima occasione: che, cioè, la scuola, «questo lugubre luogo, questo tempio della docilità, dell'abdicazione e della schiavitù», è funzionale alla conservazione dell'ordine sociale più e meglio della polizia, che «i maestri e i professori sono davvero un'associazione di arteriosclerotici, una congrega di majorettes paralitiche», e che, insomma, «i bambini sono educati da degli schiavi che fabbricheranno altri schiavi, i quali, a loro volta, fabbricheranno altri schiavi ancora, e così via». Con questo sparuto, micidiale gruzzolo di idee e la chitarra in spalla, ma senza particolari conoscenze pedagogiche e didattiche e senza alcuna esperienza di insegnamento, Celma accetta — durante l'anno scolastico 1968-69 — di fare alcune supplenze alle elementari. Avrà così modo di sperimentare un antiautoritarismo radicale, una permissività portata alle estreme conseguenze, «fino alla completa soppressione di ogni autorità, di ogni disciplina, di ogni censura morale, di qualsivoglia ruolo o funzione dell'insegnante». L'adozione integrale di un metodo del genere, che accetta come unica norma di comportamento il «principio del piacere», funziona da detonatore e dà vita a una situazione a prima vista allucinante: abbandono completo di ogni attività scolastica anche da parte dei «migliori», prorompere aperto di rivalità e di aggressività, e, soprattutto, emergenza di una sessualità vivacissima, generalizzata e così «invadente» da stupire il freudiano più acceso. Ma dietro questo quadro caotico e vagamente orgiastico è pure possibile scorgere il lentissimo strutturarsi di un ordine diverso...

Data di pubblicazione:

maggio 1972

Pagine:

221

 
Rilegatura:

brossurato

 
seleziona il formato