Monumento ai Caduti nel XX secolo

Cattolica (RN)

1999

Testo della relazione di progetto

All'inizio del 1998 le Associazioni Combattentistiche e d'Arma di Cattolica (Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra, Associazione Nazionale Marinai d'Italia e Associazione Nazionale Carabinieri in Congedo) presentavano all'Amministrazione comunale la proposta di realizzazione all'interno del Cimitero civico di uno specifico spazio monumentale in memoria dei cittadini nati o residenti a Cattolica caduti durante le guerre del XX secolo.

Ciò allo scopo "di indicare l'esigenza di significare nel luogo del riposo e del sonno eterno l'assurdità di tanta atrocità", per sottolineare come "la cultura della pace sempre si scontra con quella del potere, respinge le degenerazioni del diritto, costruisce il proprio futuro e quello più ampio dell’intera collettività ampliando la conoscienza scientifica e rafforzando la coscienza dell’uomo libero".

Trova compiuta espressione nel progetto approvato dall’Amministrazione comunale il concetto manifestato di realizzare tale spazio in modo da permettere"un accesso al monumento non solo per visitarlo ma anche per sostarvi in silenziosa riflessione" unitamente all’idea di una "stele o cippo o scritta affiorante dall’acqua che simbolizzi le vite spezzate", già suggeriti in una serie di bozzetti allegati alla proposta.

Il Monumento ai Caduti per la Pace - previsto al centro del crocicchio dei viali immediatamente contiguo all’ingresso al cimitero stesso, nell’area attualmente occupata da una aiuola verde - é strutturato come una area circolare di circa dieci metri di diametro, lastricata in blocchetti di granito rosa e bordata in mattoni, da cui si elevano tre setti in muratura facciavista concentrici, aventi differente altezza e raggio variabile dal centro dell’area.

A formare dei punti di sosta, altrettanti simili setti murari supportano delle lastre in pietra serena, sempre secondo uno sviluppo semicircolare con raggi di varia misura.

Al centro dell’area, delimitata da una spessa soglia circolare in marmo di Carrara, é interrata al filo del pavimento una vasca in cemento a catino, da cui si eleva un elemento marmoreo a forma di fuso: internamente ad esso, lungo il suo asse verticale, una tubazione porta acqua sino alla sua sommità lasciandola rifluire lentamente in caduta lungo la superficie esterna del fuso stesso, a raccogliersi nella vasca.

L’acqua della fontana viene pompata a circuito chiuso mediante apposita centralina a bassa potenza contenuta in un pozzetto interrato, posto a circa sette metri dal monumento in una delle aiuole adiacenti.

All’interno del monumento é prevista la realizzazione di aiuole a semicorona, riempite di terreno, da seminarsi ad erba: una di esse é posta a diretto contatto con la soglia delimitante la vasca.

Il piano pavimentale, posto come riferimento a quota cm.+5, si eleva solo in corrispondenza di una piccola piattaforma posta a ridosso di uno dei setti murari, destinata alla posa delle corone ed ai riti celebrativi in occasione delle varie ricorrenze nazionali: sopra di essa, sul muro, é situata la scritta commemorativa in rilievo.

La scultura in ceramica di una colomba, realizzata dall’artista Vincenzo Cecchini e liberamente ispirata alla celebre "colomba della pace" di Picasso, é fissa sul muro più alto, di fronte al fuso marmoreo, nella zona più raccolta del monumento.

L’intera architettura nasce dalla volontà di creare uno spazio di sosta in cui il fruitore possa trovarsi - anche in maniera occasionale o casuale - coinvolto in uno spazio introverso e raccolto: in tale senso il monumento, se pur celebrativo, non si configuri esclusivamente come un oggetto da osservare passivamente ma anche come un luogo da usare in maniera attiva.

Ciò avviene per il tramite di un’architettura che pur presentandosi compatta tende una volta avvicinata a smaterializzarsi, secondo un crescendo ordinato eppure semilabirintico di elementi architettonici che culmina in una appartata zona centrale: uno spazio di riflessione, astratto ed antiretorico, in cui ognuno possa confrontarsi - in pace, seduto sulla panca - col tema del monumento stesso, la memoria dei cittadini Caduti nelle guerre del XX secolo.

La composizione dell’insieme segue le linee direttrici di una composizione rigorosamente simmetrica, a marcarne la valenza monumentale e celebrativa; l’asse di simmetria, tuttavia, non coincide con l’asse dei percorsi sul cui incrocio é posta l’opera, ruotando rispetto ad essi di 45 gradi, sì che la simmetria del complesso non é chiaramente percepibile: in tal modo tutto l’insieme acquista uno spiccato dinamismo, risultandone arricchito e rivitalizzato.

Il tentativo é quello di comunicare la positiva idea della Pace nel culto riconoscente della memoria, l’idea di una rappresentazione della vita che si sviluppa continuamente ed ha un futuro grazie anche al sacrificio di coloro che sono morti credendo in essa: ciò in antitesi all’immagine di un monumento che se pur nell’umano ricordo dei Caduti si limiti alla pura e semplice evocazione delle guerre, nell’oscillazione simbolica tra il dramma (nei casi migliori, come nel caso dell’omonimo monumento esistente nel centro di Cattolica) e la vuota enfasi retorica (nei casi peggiori).

La fontana col fuso da cui tracima ininterrottamente l’acqua - il cuore dell’intero monumento - nasce come rappresentazione stilizzata ed unitaria di alcuni elementi e valori simbolici:

- la stele, il cippo funebre, l’obelisco commemorativo, di fronte a cui raccogliersi in meditazione;
- la pianta che viene da sempre associata al culto dei morti, il cipresso;
- l’ogiva del proiettile, causa di morte e distruzioni;
- una forma comunicativa di una senzazione dinamica, e quindi vitale, in opposizione alla staticità;
- un elemento naturale, portatore di vita in perenne rinnovamento: l’acqua in movimento.

L’astrazione di tali riferimenti simbolici viene equilibrata da presenza, in posizione dominante, della scultura della colomba della pace, che suggerisce con chiarezza e fiducioso ottimismo il ringraziamento di oggi a tutti i nostri caduti di ieri.

FOTO: DORIGO VANZOLINI