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MANIFESTI DI FINE '900 |
F U T U R I S T I
All'interno del sito americano di Silicon Graphics Industries è possibile trovare alcune singolari pagine redatte da un gruppo di programmatori informatici, autodenominatosi
Riteniamo che queste pagine - da noi tradotte in esclusiva in italiano - siano esemplificative di un moderno, positivo ed innovativo 'atteggiamento' riguardo alla scienza della programmazione informatica, e che appunto in quanto 'atteggiamento' possa essere condiviso anche dai non-specialisti informatici, applicabile al settore della progettazione 'tout-court' e quindi ospitato da CASTELVETRO HOMEPAGE.
I testi redatti dai "Futurist Programmers" si articolano in tre blocchi:
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Paul Haeberli and Bruce Karsh
3 Febbraio 1994
Il futurismo é un movimento artistico italiano fondato nel 1909 dal poeta
Filippo Tommaso Marinetti. L'obbiettivo dei Futuristi era la celebrazione della tecnologia
moderna e la liberazione dell'arte italiana dalla psicologia del passato. Nel 1910
Umberto Boccioni pubblicò il Manifesto dei Pittori Futuristi. In seguito il
Movimento futurista si estese nel campo della scultura, del teatro, della architettura,
della moda e della musica. I Futuristi possono essere considerati gli artefici dello
sviluppo dell’arte della performance e della poesia concreta. Essi crearono inoltre
musica basata sul suono delle macchine chiamata "L'Arte dei Rumori". Il
famoso gruppo musicale "The Art of Noises" rappresenta uno sviluppo moderno
del Futurismo.
Il Futurismo ha esercitato un'enorme influenza sull'arte ed il design del XX secolo.
E' facile riconoscere l'influenza che i primi Futuristi ebbero nelle opere del Bauhaus,
di De Stijl, del Costruttivismo russo e del Cubismo francese.
I Futuristi Italiani aspiravano alla liberazione di tutte le espressioni artistiche
dalla atmosfera bigotta che controllava la maggior parte della produzione artistica
italiana. Essi sostenevano una forma d'arte relazionata ai moderni sviluppi del loro
tempo - l'automobile, l'aereoplano e la comunicazione di massa. Essi rifiutavano
la riproduzione pittorica di soggetti che fossero già stati rappresentati.
Noi crediamo che esista una grande possibilità per questi princìpi
Futuristi di trovare applicazione nella scienza della programmazione informatica.
Noi reagiamo contro la pesante atmosfera religiosa che circonda ogni aspetto della
programmazione informatica. Noi crediamo che sia giunta l'ora di liberarsi dai vincoli
del passato, e di celebrare un rinascimento nell'arte della programmazione informatica.
Noi vediamo che molti degli attuali sistemi informatici sono caratterizzati da sprechi
ed inefficienza irrimediabili. Mentre nel campo dell’hardware dei computer si sono
realizzati incrementi di performance di un fattore superiore a 200 negli ultimi 20
anni, nella programmazione e nel design del software sono stati compiuti ben pochi
progressi dalla invenzione della subroutine. Noi vorremmo vedere avanzare la scienza
della programmazione tanto velocemente quanto accade negli altri settori della tecnologia.
Noi crediamo che la istruzione a livello universitario sprechi troppo tempo per trasmettere
dogmi, anziché insegnare una solida teoria di design della programmazione
che aiuti i programmatori a creare buoni programmi. Le università dovrebbero
fornire agli studenti meno religione, e molta più esperienza pratica nel creare
ed analizzare programmi che siano piccoli, veloci, utili ed efficienti.
Noi crediamo che il risultato dell'approccio accademico convenzionale sia un laureato
in informatica che crea programmi pesanti, lenti e scorretti. Lo stato dell'arte
attuale nella programmazione scoraggia la sperimentazione e l'analisi formale. Questo
a noi sembra contrario a quanto ci si dovrebbe aspettare da una "scienza".
Perché la scienza informatica rifiuta i programmi automodificanti? Perchè
in alcune università si é smesso di insegnare la programmazione in
linguaggio assembly? Su quale base scientifica sono state fatte queste scelte? Dove
si trova l'evidenza sperimentale a sostegno di queste azioni?
Nel 1991, dopo diversi incontri e discussioni abbiamo sviluppato il nostro Manifesto
della Programmazione Futurista.
Unitevi a noi per celebrare e pubblicizzare il lavoro dei Programmatori Futuristi
in tutto il mondo. Per avere ulteriori informazioni, leggete gli allegati Appunti di Programmazione Futurista.
Traduzione di Maurizio
Castelvetro -1996
Ai giovani programmatori del mondo!
Il grido di ribellione che noi lanciamo, associando i nostri ideali a quelli dei
pittori futuristi, non origina da una setta di esteti ma, al contrario, esprime il
violento desiderio che ribolle oggi nelle vene di ogni programmatore creativo.
Noi vogliamo combattere accanitamente la religione fanatica, incosciente e puramente
snobistica del passato, alimentata dall'esistenza nefasta delle riviste accademiche.
Ci ribelliamo alla supina ammirazione dei vecchi sistemi operativi, dei vecchi linguaggi,
degli arcaici standards e all'entusiasmo per tutto ciò che è zeppo
di bugs (1), marcio rigonfio di codificazioni, e corroso
dall'obsolescenza. E giudichiamo ingiusto - per non dire criminale - l'abituale disdegno
verso programmi la cui costruzione è diversa e originale, nuova e palpitante
di vita.
Compagni! Noi vi dichiariamo che il progresso trionfante nelle altre scienze ha determinato
nell'umanità mutamenti tanto profondi da scavare un abisso tra il passato
e noi libere creature sicure della radiosa magnificenza del futuro.
Noi siamo nauseati dalla pigrizia vile che, sin dagli anni '70, fa sopravvivere i
nostri programmatori solo di una incessante riprogrammazione delle glorie del passato.
Per i professionisti di altre discipline, la programmazione è ancora una terra
di morti, un'immensa Pompei ancora biancheggiante di sepolcri. Ma la programmazione
sta rinascendo, e al suo risorgimento politico sta seguendo un risorgimento intellettuale.
Nelle autostrade delle nostre formicolanti città i pistoni delle nostre automobili
sono spinti dalle scintille dei microprocessori. Nel paese del dolce far niente i
computers controllano gli elettrodomestici della nostra esistenza quotidiana. Nei
settori tradizionali della tecnologia spiccano oggi il volo sfolgoranti ispirazioni
di qualcosa di totalmente nuovo.
E' vitale soltanto quella programmazione che trova i propri elementi nelle persone
che la utilizzano. I nostri antenati trassero materia per la loro programmazione
dall'atmosfera religiosa che già incombeva sui loro programmi. Noi dobbiamo
ora trarre ispirazione dai tangibili miracoli della vita contemporanea, dai lettori
CD portatili che portano la musica digitale alle masse, dagli aerei supersonici che
aumentano la velocità di volo grazie alla loro leggerezza, dai televisori
portatili che sono disponibili in tutto il mondo e si attivano in tempi più
brevi di qualsiasi computer, dalla lotta spasmodica per la conquista dell'ignoto.
E come possiamo rimanere indifferenti alla frenetica attività delle grandi
città, alla nuovissima psicologia della programmazione che prende il via solo
al calare delle tenebre, alle febbrili figure del viveur, della cocotte, dell'hacker
(2), del caffeinomane?
Volendo pure noi contribuire al necessario rinnovamento di tutte le espressioni della
programmazione, dichiariamo risolutamente guerra a tutti quei programmatori ed a
tutte quelle istituzioni che, per quanto possano camuffarsi di una veste di pseudo-modernità,
rimangono invischiati nella tradizione, nell'accademismo, in una ripugnante pigrizia
mentale.
Facciamo appello a tutti i giovani programmatori affinchè esprimano il loro
disprezzo verso tutta quella canaglia senza cervello che nella Scienza Informatica
applaude una stomachevole rifioritura di classicismo rammollito; che che al Massachusetts
Institute of Technology porta alle stelle i cultori nevrotici di sistemi Window NT
- un arcaismo ermafrodito; che nelle società di informatica accumula premi
in denaro in virtù di capacità opache e pedestri a la 1974; che a Berkeley
adula la programmazione tipica di funzionari pubblici in pensione; che in IBM glorifica
un farraginoso mucchio di immondizie prodotto da alchimisti fossilizzati! Insorgiamo,
insomma, contro la superficialità, la banalità e la sciatta competenza
pseudo-artigianale che rendono profondamente spregevole la maggior parte dei programmatori
rispettati in ogni angolo di Silicon Valley.
Via, dunque, venduti riscrittori di programmi smanettati (2)!
Via, archeologi affetti da necrofilia cronica! Via, dirigenti atavici, voi ruffiani
compiacenti! Via, accademici gottosi, professori ignoranti e inebetiti! Via!
Chiedete ai sacerdoti del Vero Culto, a quei guardiani delle Regole della Programmazione
Strutturata dove sia visibile oggi il lavoro di Henry Massalin; chiedete loro perchè
i sistemi operativi ufficiali nemmeno riconoscono l'esistenza di un codice automodificante;
domandate loro dov'è che l'arte dell'Interfaccia Utente viene apprezzata per
ciò che veramente vale!... E chi è che si cura di pensare ai programmatori
che non hanno ancora vent'anni di lotte e sofferenze ma che pur vanno preparando
opere destinate ad onorare la patria? Oh no, quei critici sempre pronti a vendersi
hanno ben altri interessi da difendere! Le esposizioni, le lobbies degli standards,
ed i superficiali e mai-disinteressati reparti acquisti sono ciò che condannano
l'arte della programmazione a quella che, parlando senza peli sulla lingua, si chiama
prostituzione!
E cosa dovremmo dire degli "Esperti"? Suvvia! Finiamola una volta per tutte
con i ‘livellisti’ (3) , con gli ‘estensionalizzatori’
(4), con i trafficanti di toolkit (5),
con i fanatici delle librerie (6) - Li abbiamo sopportati abbastanza, assieme a tutti
quegli impotenti programmatori di inutile software!
Finiamola anche con l'arbitrio dei dissipatori di spazio-disco, che intasano le nostre
macchine e profanano le nostre memorie veloci come saette! Finiamola con l'architettura
affaristica degli speculatori del prefabbricato! Finiamola con tutti i decoratori
di programmi, coi falsificatori della tecnologia, coi maestri venduti della cosmetologia
del software, e coi "managers" sciatti ed balordi!
Ed ecco le nostre conclusioni risolute e sintetiche. Con la nostra entusiastica adesione
al Futurismo noi vogliamo:
1. Distruggere il culto del passato, l'ossessione dell'antico, il pedantismo ed il
formalismo accademico.
2. Disprezzare profondamente ogni forma di recente imitazione.
3. Esaltare ogni forma di originalità anche se temeraria, anche se violentissima.
4. Trarre coraggio e orgoglio dalla taccia di “pazzia” con cui s'imbavagliano gli
innovatori.
5. Considerare il mucchio degli "scienziati" informatici allo stesso tempo
inutili e dannosi (pericolosi).
6. Ribellarci contro la tirannide delle parole "estendibile" e "riutilizzabile",
espressioni troppo elastiche, con le quali si potrebbe facilmente demolire l'opera
di Atkinson, quella di Baumgart e quella di Deutsch.
7. Spazzar via dal campo mentale della programmazione tutti i temi e tutti i soggetti
già sfruttati.
8. Rendere e magnificare la vita odierna, incessantemente e tumultuosamente trasformata
dalla scienza trionfante.
Siano sepolti i morti nelle più profonde viscere della terra! Sia sgombra
di mummie la soglia del futuro! Largo ai giovani, ai violenti, ai temerari!
Pittore UMBERTO BOCCIONI (Milano)
Programmatore PAUL HAEBERLI (Menlo Park)
Programmatore BRUCE KARSH (Los Altos)
Programmatore RON FISCHER (San Francisco)
Programmatore PETER BROADWELL (Santa Cruz)
Programmatore TIM WICINSKI (Mountain View)
15 Giugno 1991
Questo manifesto è basato su:
Umberto Boccioni, Manifesto dei Pittori Futuristi, Febbraio 1910.
Dal libro:
E. Coen, Umberto Boccioni, Abrams, 1988.
NOTE
Traduzione di Maurizio Castelvetro -1996
Paul Haeberli and Bruce Karsh
Un elenco di letture sulla Programmazione Futurista
Queste sono alcune referenze che potreste trovare utili.
Lessico di "Scienza" informatica
Il software moderno è incredibilmente sprecone.
Il tempo dell'utente è una cosa preziosa. Date un'occhiata ai tempi di avvio di alcune macchine:
Non é sorprendente che le macchine più costose sprechino maggiormente il tempo dell'utente? Una workstation Unix eseguirà più di un bilione di istruzioni per sé stessa, prima di eseguire anche solo una delle istruzioni per l'utente.
E' stato fatto qualche progresso nello sviluppo di software?
Negli ultimi 20 anni le performance delle macchine sono incrementate di un fattore 200. Perchè le performance del software non sono incrementate neanche di un fattore 2 ?
Slogan
Appunti sulla tradizione della scienza informatica
Esercizi di Programmazione Futurista
Bagagli
Alla ricerca di uno status tecnologico
Come lavereste una finestra?
Immaginiamo che ci venga richiesto di lavare una finestra e che noi decidiamo di farlo nello stesso modo in cui il software viene sviluppato. Noi otterremo cose di questo tipo:
Chi preferireste che "risolvesse" questo problema per voi, uno "scienziato" dei computer o un uomo delle pulizie?
Programmatori futuristi
La tirannia dell'eleganza strisciante
"Guarda questa stupenda auto sportiva che ho appena comprato!"
Le massime priorità della Programmazione Futurista
Noi RIFIUTIAMO
NOTE
Traduzione di Maurizio Castelvetro -1996