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In collaborazione con l'Associazione Fellini di Rimini. La morte è un mostro che ci scaccia dal teatro prima della fine della commedia: lo scrisse un felliniano ante litteram, Giacomo Casanova. Ma il travolgente caleidoscopio di immagini e di emozioni messo in moto dal genio del Riminese non si è affatto inceppato dopo il 31 ottobre 1993, come documenta questo "diario in pubblico" del suo biografo più accreditato. Sommando memorie, riflessioni e polemiche anche feroci con i felliniani dell'ultima ora e con gli stroncatori pentiti (gli stessi, per intenderci, che non compreranno mai questo libro), Fellini del giorno dopo si offre come il "prossimamente" di un grande futuro. Un ricchissimo alfabetiere felliniano offre infine al lettore una quantità di notizie, curiosità e inediti retroscena. |
Tullio Kezich, critico cinematografico del "Corriere della Sera", ha avuto il privilegio di poter seguire da vicino l'intero arco dell'avventura artistica ed esistenziale di Fellini da "Lo sceicco bianco" a "La voce della luna". Sull'argomento ha pubblicato, oltre alla fondamentale biografia Fellini (1987, Premio Volterra), il diario Su La Dolce Vita con Federico Fellini (1960, riproposto nel 1996), L'intervista lunga (la più estesa concessa dal regista fino a quel momento) nel volume su Giulietta degli spiriti (1965) e la monografia dialogata (con interventi dello stesso Fellini) Giulietta Masina (1991). |
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