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Ricordando Fellini
Federico Fellini
 
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Mario Guaraldi con Pupi Avati
Fondazione Fellini: buon lavoro Pupi

Pupi Avati è il nuovo Presidente della Fondazione Federico Fellini.
È forse questo il regalo più bello fatto a Federico nel decennale della sua scomparsa.
 
Federico Fellini La mia Rimini

È un libro che parte da lontano.
Renzo Renzi ne fece un capolavoro ai tempi in cui riuscì nell'impresa, per come si svolse l'accerchiamento, di indurre Federico Fellini a concepire e a firmare La mia Rimini. Oggi, Guaraldi ne ha raccolto il bandolo, e il lascito, per riproporre la più amorevole, e ormai indissolubile, delle ricomposizioni. Alla quale dedico qualche pagina introduttiva, e qualcuna di più in conclusione.
Raramente ho visto rispettata a tal punto una vecchia regola dell'editoria: non tornare su un libro per ricavarne una specie di calco, semmai farlo rivivere aggiungendogli l'estro di una diversa leggibilità, senza voler prendere il posto di nessuno e di nulla.
Ed ecco il libro, un nuovo, un altro libro: Mario Guaraldi e Loris Pellegrini hanno riletto, arricchito, rimontato, il vecchio, glorioso volume, dispiegandone la materia secondo ciò che un testo del genere lascia fatalmente inconcluso, e disposto secondo un altro criterio, avendo dietro una loro intenzione e, davanti, il vuoto dovuto agli anni ancora da venire.
Esso riappare nel decennale della morte del regista non mettendosi al centro delle celebrazioni, ma riassumendole nella scelta di questa dimensione poligrafa, e a grand'angolo, che ricrea, mettendole in una nuova luce, tutte le tracce di quell'opera straordinaria che fu la vita stessa dell'amico indimenticato, oltre che dell'artista memorabile.
Dopo tante approssimazioni, ormai esausta la vena aneddotica, era venuto il tempo che proprio da Rimini venisse un ritratto sgombro di tanta letteratura posticcia, assai prodiga nel declamare su di lui, ma anche nello sfigurarne i tratti più accessibili e controversi. Per il restauro, come si fa con le pellicole ingrigite dal tempo, occorreva sorvegliare le tagliole in cui è facile mettere i piedi quando si affronta una materia così erratica, effimera.
Guaraldi lo ha fatto, credo nell'idea di giovare soprattutto ai giovani, centrando un difficile obiettivo combinatorio: Fellini e la sua Rimini, e poi la vita, il cinema, il genio...

Sergio Zavoli
 
 
 
new.gif (2587 byte) PRIMA DONNA: LA SARAGHINA TRA PICASSO E KAFKA
di Paolo Fabbri.
 
LA FONDAZIONE FELLINI DI RIMINI:
CRONACA DI UN DISASTRO PASSATO

 


Guida ragionata al sito "Ricordando Fellini"


LO SCHERMO MANIFESTOA 4 anni esatti dalla scomparsa di Federico Fellini l'editore Guaraldi, che da anni pubblica la collana Studi Felliniani, pubblica in versione elettronica, in anticipo rispetto a quella cartacea, Lo schermo manifesto, il libro on-line curato da Paolo Fabbri e dedicato al rapporto del grande regista con la pubblicità.


E' possibile effettuare il download gratuito del portfolio, una sequenza di istantanee inedite scattate a Rimini nel 1983, e anche sfogliare alcune pagine dell'album di famiglia dell'editore Guaraldi dedicate a Fellini.


Una serie di link ai più interessanti
siti su Fellini italiani ed esteri che abbiamo selezionato e commentato per voi.

"E' più facile, e comodo, considerare Fellini
un colossale luogo comune..."

Guaraldi e Fellini«La verità è che pochissimi conoscono per davvero il cinema di Fellini. E' più facile, e comodo, considerare Fellini un colossale "luogo comune", quello delle culone, della Saraghina, del Grand Hotel. Quello che ce l'aveva con la pubblicità e con il Cavalier Berlusconi-Lombardoni che interrompeva i film con gli spot. Quello che alla fine si scopre che era pieno di amanti. Quello che faceva disegnini "porno" (ed ecco spuntare come funghi i disegni e gli scarabocchi di impensati e previdenti collezionisti, e giù mostre a go-go...).
Quello che si vuole imbalsamare, mummificare in una specie di mito pagano: Fellini-Ra, il Faraone del cinema. Un cinema ammirevole ma nel deserto, pieno di fantasmi come una piramide.
E ancora più facile, troppo facile, è ridurre Fellini a un pur geniale "fumettaro", di cui Milo Manara sarebbe l'alter-ego professionale (non fosse che per l'immaginario erotico): alternativa "povera" ai film impossibili, come il Viaggio a Tulum, lui pure - il fumetto - per scaramanzia mai concluso...
Io ho voluto bene a Federico: e penso che la sua "lezione" sia ancora tutta da scoprire, da frequentare, da praticare. Per questo, da editore, mi sono prefisso l'impegno di editare ogni anno almeno un testo di "studi felliniani" o di testimonianze (come l'ultimo Fellini del giorno dopo di Tullio Kezich realizzato in collaborazione con l'Associazione Fellini)"
»

dalla nota introduttiva di Mario Guaraldi
al libro "Lo schermo manifesto"

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