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| FEDERICO FELLINI La mia Rimini - Anteprima/Preview | |||
RIMINI, GENEALOGIA DI UNA CULTURA Venti secoli e passa di Liliano Faenza |
Città di frontiera
I Romani erano espansionisti per temperamento. Dopo essersi scontrati con i Latini, i Volsci e gli Equi e averli soggiogati; con i Sanniti, i Campani, gli Etruschi e averli soggiogati; essi, oltre che a spingersi ancora più a Sud piegando Taranto e menomando i Punici (nella I punica), si spinsero anche più a Nord e vennero a contatto con le tribù galliche. Le tribù galliche, allora, occupavano tutta la pianura padana, toccavano le prime creste dell’Appennino, si insinuavano addirittura nell’Etruria e nel Piceno. I Romani conquistarono il Piceno scacciandovi i Senoni alleati dei Sanniti e giunsero alle sponde dell’Ariminus (oggi Marecchia). Qui fecero una breve tappa. E poi fondarono o dedussero, come si diceva allora in termine tecnico, una colonia. Colonia non di romani di Roma, intendiamoci, ma di Latini, cioè di lontanissimi progenitori degli attuali ciociari. Mandarono, pertanto, chi dice cinque, chi sei, chi diecimila uomini del Lazio, con le loro donne, i loro figli, le loro robe ad abitare questi paraggi. Rimini (la colonia) è dunque il prodotto di una politica espansionistica o, che è lo stesso, imperialistica. Che fossero Latini i gruppi etnici per mezzo dei quali i romani cercarono di consolidare qui, e anche altrove, le fasi della loro espansione diretta ora verso l’Italia settentrionale, non può essere senza ragione. I Latini, per quanto fedeli, prima di essere sottomessi avevano fatto tribolare parecchio i Romani. Avevano sottoscritto patti e poi, durante l’incursione di Brenno su Roma, li avevano infranti. Erano stati sottomessi ancora, e poi tenuti a bada con nuovi patti rinnovati formalmente da pari a pari, ma fatti valere dai Romani, diciamo così, da pari a dispari. Le tribù latine erano vivaci e bellicose come le tribù romane (si erano ribellate ancora durante la prima guerra sannitica). La loro presenza intorno all’Urbe poteva costituire sempre una minaccia possibile contro l’egemone. Strumentalizzare, come si direbbe oggi, quella bellicosità, canalizzarla o deviarla verso obiettivi meno borghigiani o provinciali, dovette essere una costante della politica di Roma, o di certi strati dirigenti romani. Di qui le colonie, latine e non latine ...continua acquistando il PDF |
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![]() RIMINI, A CULTURAL FAMILY TREE Twenty centuries and more Translated by John Denton |
A Border Town
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