Guaraldi Editore
Alessandro Casanova
Salvatore Conte

presentano

La Rimini di Fellini

La Rimini di Fellini

Il sogno di Cesare e il sogno di Federico

Mentre [Cesare] stava ancora esitando, ebbe un’apparizione. Un uomo di bellezza e di statura straordinarie apparve improvvisamente, sedendosi lì vicino a suonare il flauto. Dei pastori accorsero a sentirlo, e anche una frotta di soldati e alcuni trombettieri. Quell’uomo, presa la tromba a uno di questi, si slanciò verso il fiume e, suonando il segnale di battaglia con straordinaria forza, passò sull’altra riva.
Svetonio, I dodici Cesari, trad. di Felice Dessì, Rizzoli, Milano 1968.

Nel sogno dell’altra notte invece c’era un mare sconfinato che mi pareva quello che si può vedere dal porto di Rimini: un cielo scuro, temporalesco, le onde verdi, livide, punteggiate dalle creste bianche dei giorni
di tempesta. Davanti a me un uomo nuotava con poderose bracciate, la testa pelata affiorante dall’acqua, appena una crinierina canuta sulla nuca. A un tratto l’uomo si voltava verso di me: era Picasso che mi faceva segno di seguirlo più avanti, in un posto dove avremmo trovato dell’ottimo pesce. È un bel sogno, no? Dici di no?
Federico Fellini, Fare un film, Einaudi, Torino, 1974.