Newsletter 01/02/2010



A distanza di pochi giorni dal seminario LUMINAR 9 – Internauti, pirati e copyleft nell’era .torrent – promosso da Università IUAV di Venezia, dalla Sapienza di Roma e dal VEGA – Parco Scientifico Tecnologico di Venezia – ecco al nastro di partenza  CULTURA SENZA BARRIERE [http://www.culturasenzabarriere.org] convegno promosso dall’Università di Padova e dedicato a Biblioteche Digitali, Editoria Digitale, E-learning, Accessibilità, Multimedia, Web Semantico, Architettura dell’Informazione, Mondi Virtuali, Politica Online, Open Source, Tecnologie Vocali… e chi più ne ha più ne metta!

Convegno inaugurale nella sede del  prestigioso Palazzo Bo, poi una fitta serie di seminari fino a sabato pomeriggio.
Fra questi  quello condotto da Mario Guaraldi:
Venerdì 19 febbraio, ore 15.00
La conquista del web. Profeti, esploratori e truppe d’invasione

On the heels of the conference LUMINAR 9, presented by IUAV (Venice), La Sapienza (Rome), and VEGA (Science Technology Park, Venice), CULTURE WITHOUT BARRIERS [http://www.culturasenzabarriere.org] celebrates its inaugural conference with an extensive schedule of seminars hosted by the University of Padua and held at the prestigious Palazzo Bo. The conference explores a variety of topics from digital libraries, digital publishing, E-learning, multimedia, web semantics, information technology architecture, virtual worlds, online politics, to voice technology and much more.

Conference seminars run through Saturday afternoon and as part of the program, publisher Mario Guaraldi will present:
Conquering the Web: Prophets, Explorers and Crusaders
Friday February 19th 3:00pm

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Newsletter 25/02/2010 

Cari amici,
ci sono alcune figure, nella storia recente di Rimini, che meritano di essere "riscoperte", ma più spesso scoperte, soprattutto dalle nuove generazioni in cerca di identità.
Una di queste è certamente Maria Massani. Un suo breve ma clamoroso “ritratto” fu steso da Silvano Cardellini nella sua celebre Botta d’orgoglio (in Federico Fellini, La mia Rimini, Guaraldi, 2007): fondatrice della Scuola di Studi turistici (antesignana del Polo universitario riminese), della Casa per la Gioventù Studiosa, ma soprattutto autrice della prima biografia ante-litteram di quello che sarebbe diventato il Beato Alberto Marvelli. Oggi la sua memoria è coltivata soprattutto dalla Fondazione Igino Righetti.
Di questa donna straordinaria, l’editore Guaraldi assieme al settimanale diocesano Il Ponte, ripropone oggi l’unico romanzo di ambientazione  riminese, che risale al 1939, Tra l’Arco e il Ponte, con una bellissima introduzione dello scrittore Piero Meldini, introduzione che sarà appunto ripresa nell’incontro di presentazione organizzato per il prossimo 2 marzo alle 17.30 presso l’Aula Magna della Fondazione Righetti, in Via Cairoli 63, Rimini. [mappa]
Lo scrittore Piero Meldini e il professor Piergiorgio Grassi dell'università di Urbino, presidente della Fondazione Righetti, introdurranno i lavori che saranno seguiti da dibattito.

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Newsletter 04/03/2010

DI TRENI, RELATIVITÀ, MUSEI, IMMIGRATI, MCLUHAN, CUCINA, ANARCHITETTI E QUANT’ALTRO
Sì, una offerta eclettica, si direbbe (è la mia maledetta vocazione generalista che ha il sopravvento…).
D’accordo. Ma ogni scelta ha la sua buona ragione:
• Il prossimo 7 marzo si celebra la terza giornata nazionale delle "Ferrovie dimenticate”. Esce, in concomitanza, ma con un forte segno anti-nostalgico (quanti guasti ha procurato alle località costiere la perdita di collegamenti organici con l’entroterra!) un importantissimo studio di Giacomo Palma e Alberto Rossini cui lavoriamo da due anni: Sui Binari di un sogno – Dai treni scomparsi al futuro della mobilità nel riminese.
• La pluriennale collaborazione con la Scuola di Dottorato in Antropologia ed Epistemologia della Complessità dell’Università di Bergamo, ha prodotto la doppietta del secondo volume degli Atti del XXVII Congresso Nazionale di Storia della Fisica e dell’Astronomia, Bergamo 2007 (Relatività, quanti, chaos e altre rivoluzioni della fisica a cura di Enrico Giannetto, Giulia Giannini, Marco Toscano ) e la bella indagine a cura di Cristina Grasseni sulle Pratiche e interpretazioni del patrimonio locali , efficacemente intitolato Ecomuseologie.
• Sempre con destinazione universitaria, l'importante trilogia del bel gruppo di antropologi bolognesi “allevato” da Matilde Callari Galli, che da anani si occupa di fenomeni migratori e di nuove mappe urbane. Titolo comune dei tre volumi Contesti urbani, processi migratori e giovani migranti.
• C’è poi una di quelle chicchine editoriali che solo vecchi editori come me possono permettersi di fare ogni tanto, pescando letteralmente un autore dalla rete… L’autore si chiama Aldo Vincent (nome falso lontano un miglio). Da anni mi fa ridere amaro con le sue mail satiriche. Questa sua rivisitazione di McLuhan doveva avere la caratteristica di scompaginare l’ordine di lettura ad ogni click: ma ancora non sono riuscito a tradurre in pratica l’idea… se qualcuno mi aiuta, sono qua. Il titolo è coerente col personaggio: Questa non sono io e questo non è un libro.
• E la cucina? Cosa c’entra la cucina? Beh, molto, con noi, se a scrivere questo ponderoso ricettario è una delle più importanti bibliotecarie italiane (già presidente dell’AIB). I buoni bibliotecari non divorano solo libri…: Una bibliotecaria in cucina
Last but not least, una vera EMOZIONE (per me editore): la ristampa fac-similare di uno dei testi più strambi che abbia mai pubblicato in vita mia: L’Anarchitetto di Gianni Pettena,Portrait of the artista s a young Architect. Anno 1973, 20 fonts diversi usati per la composizione in piombo, una vera follia, una visione artisticamente profetica! Tanto profetica che il Centro Pecci di Prato ha recentemente acquisito un numero di opere originali dell’artista e gli dedica una grande mostra con vernice il 20 marzo prossimo. E’ in questa sede che verrà presentato il facsimile del suo vecchio libro in tiratura limitata e numerata!

Può bastare? Forse, ma ormai ho fatto trenta e faccio trentuno, anzi trentadue:
A) Vorrei segnalarvi il recupero digitale di tutti i nostri vecchi “POST-LIBRI”…
Non sapete cosa sono i Post-libri? Beh, sol “libri postali”, vere “cartoline imbottite di buona letteratura”. Trentadue paginette chiuse dentro l’involucro di una cartolina illustrata spedibile per posta col proprio messaggio scritto dietro: tanti baci, oppure “quello che volevo dirti io lo dice meglio di me Leopardi…” , oppure, “hai degli occhi stupendi, guarda come li descrive Baudelaire…”. Insomma , ne abbiamo fatto una quantità, anche per il Festival di Avignone… Ricordo un battibecco con Giulio Einaudi che sprezzantemente mi disse che quelli non erano libri: gli risposi che infatti erano il futuro del libro, così andava letto quel “Post”… un futuro digitale, contenuti brevi ma culturalmente ineccepibili, da leggere sull’i-phone. Con dediche via mail…
B) Ci avviciniamo alla data comune (il luogo comune temporale) per eccellenza: 8 marzo, W le donne!
Questa piccola antologia di testi curata da Piero Meldini nel lontano 1993, sembra reggere la sfida del tempo, ancorchè risorta da qualche anno in veste digitale con link in rete e filmati incorporati. Ma ogni anno ci piace dedicarla a una categoria particolare di donne: quest’anno lo dedichiamo alle suore, donne molto più “vere” che certe povere maschere televisive sformate dal silicone e dal botulino…

Newsletter 07/05/2010

Di mamma ce n'è una sola

Cara Mamma ti scrivo…
Un e-Card gratuito con i testi degli autori più celebri – da Ungaretti a Pascoli, da Thomas Mann a Leopardi  -  e delle più belle canzoni  dedicate alla mamma.
Per la Festa della Mamma l’editore Guaraldi  riesuma un vecchio libro-catolina  in formato e-book interattivo con i link a tutte le canzoni strappalacrime  o dissacranti dedicate  alla Mamma – da Luciano Tajoli ai Gufi – scovate su YouTube.
C’è poco da scherzare: la prima parola che pronuncia un bambino – “mamma!” – la stessa che talora si sussurra in punto di morte, è davvero la “madre di tutte le parole”. Ha generato nei millenni una immensa progenie di versi, racconti, ricordi, canzoni  che chiunque potrebbe tentare di raccogliere spulciando nella propria biblioteca o riascoltando antichi vinili con la voce di Claudio Villa… C’è solo l’imbarazzo della scelta.
Ma se anche si mettessero assieme tutte le pagine che sono state scritte sulla mamma, nessuna somiglierebbe a quella ciascuno di noi, al di la di ogni retorica e di ogni ironia, vorrebbe scrivere, e forse non scriverà mai. Dieci, mille, un milione di mamme altrui non valgono un mignolo della propria! E’ la sola circostanza, questa, in cui è lecito essere razzisti.
[DOWNLOAD PDF]

Dear Mom, I’m just writing to say…
A free e-Card filled with literary texts and songs by the most celebrated authors – from Ungaretti and Pascoli, to Thomas Mann and Leopardi – all dedicated to mom. 
For Mother’s Day, Guaraldi Publishing House has brought back its postcard book in the form of an interactive e-book with links to heartfelt songs about mothers, including those by Luciano Tajoli and the Gufi. 
The word “mom” – often the first uttered by babies and at times the very last whispered as we depart this life –  is indeed the ‘mother of all words’.  Through the years, it has generated a plethora of verses, stories, memories, and songs that each of us collect in our memory banks, and make us conjure Claudio Villa’s melodies humming away on old vynal records… When it comes to the subject of mom, we are spoilt for choice. 
But, of the numerous pages that have been written about mothers, none of them would amount to the one that each of us would write (and perhaps might never write) to our own moms. Even ten, or a thousand, or a million of other people’s mothers could never take the place of the one that belongs to each of us. When it comes to mom, in this case, a bit of prejudice is permitted.  

Newsletter 25/5/2010


Chi ha paura dell’e-book?
Quello che sembrava fantascienza, da oggi è realtà. I libri si comprano e si leggono scaricandoli sul proprio e-Book reader, sul proprio cellulare, o più banalmente sul proprio computer. Guaraldi [www.guaraldi.it] aveva visto giusto e oggi può davvero considerarsi uno fra i primissimi editori dell’era e-book in Italia, non solo un “profeta” o un teorico della “quarta rivoluzione” (insegna infatti Storia evolutiva dell’Editoria libraria all’Università di Urbino). Gran parte del catalogo Guaraldi è infatti già scaricabile sul famoso Kindle di Amazon [http://www.amazon.com]; da oggi, La mia Rimini di Federico Fellini, o I Ferri del mestiere – La Domus del Chirurgo di Rimini, o Gente permale, il libro fotografico su San Patrignano, in inglese col titolo di Low Lifes, potranno essere “sfogliati” online sul sito www.Zinio/new books.com per poi eventualmente acquistarli e scaricarli sul proprio i-Phone o sull’oggetto del desiderio del momento, il mitico i-Pad, o su qualsiasi e-Book Reader (Sony, Samsung, i-Rex, e tanti altri).

Il mercato degli e-books comincia ad essere affollato: li vedremo fra poco sotto gli ombrelloni, al posto del tradizionale libro di carta? È una domanda che può inquietare qualcuno (i librai in primis, che forse temono per il proprio business), ma sembra ormai certo che libro di carta ed e-books individuano “mercati paralleli” e non sovrapposti. 
Ma è necessario, prima di tutto, capire di cosa si tratta, vederla de visu questa magica macchinetta che a differenza dei classici computer è fatta di carta, sia pure elettronica (la tecnologia che usa si chiama infatti e-paper) e usa inchiostro elettronico (e-ink); non è uno schermo retro-illuminato, si legge alla luce del sole, come qualsiasi libro, senza stancare gli occhi. 

L’editore Guaraldi e la Libreria Mondadori di Rimini (Piazza Tre Martiri, 6 - Mappa) si sono fatti promotori, in  collaborazione con la Libreria Ledi – International BookSeller di Milano [http://www.ebook-readers.it], di un incontro col pubblico riminese curioso di provare questi “oggetti misteriosi” di cui tutti parlano ormai da mesi, ma che pochissimi hanno potuto vedere e sperimentare. Condurrà la presentazione il libraio milanese Nicola Cavalli, che per primo ha iniziato a commercializzare diversi tipi di devices (questo il nome per definire lo strumento elettronico che chiamiamo e-book) di varie marche e tipologie.

Rimini, venerdì 4 giugno, ore 17.30, piazza Tre Martiri 6
L’editore Guaraldi e la Libreria Mondadori di Rimini
sono lieti di invitarla alla presentazione/demo
e-Book: la quarta rivoluzione
con Marco Barulli, Nicola Cavalli e Mario Guaraldi

Nell’occasione verranno anche presentati i libri di:
Gino Roncagla, La quarta rivoluzione, Laterza
Serena Fusco, Gli orizzonti dell’editoria online, Guaraldi
Sara Lloyd, Manifesto dell’editore del XXI secolo, Guaraldi

Newsletter 04/06/2010

Omaggio a Kazuo Ohno

Sembrava non dovesse morire mai
Scompare a 104 anni Kazuo Ohno, l’ultimo grande vecchio della danza mondiale

Aveva dribblato i cento nell’ottobre del 2006 al BankARt Studio NYK di Yokohama con grandi festeggiamenti.
L’anno dopo, il Museo Civico Archeologico di Bologna gli aveva dedicato una grande mostra in occasione dell’apertura di un Archivio Europeo sulla Danza Butoh a lui dedicato presso l’Ateneo Bolognese. Noi gli avevamo dedicato un libro con i manifesti e i poster dei suoi spettacoli in giro per il mondo: Cent'anni di danza di Toshio Mizohata, suo fedele allievo e manager e Marie Perchiazzi, responsabile per l’Europa.
Poi, si era come addormentato, e nella sua stanza sfilavano settimanalmente centinaia di “allievi”, danzatori, estimatori da tutto il mondo.
La macchina da presa aveva indagato ogni centimetro del suo corpo scarnificato in cerca di una ragione, di quel confine fra vita e morte che la sua danza ha pervicacemente esplorato per tutta la sua lunghissima vita.
Sembrava non dovesse morire più.
Invece, ieri pomeriggio, alle 16,38 ora locale, pacatamente è volato via.
Noi che abbiamo avuto il privilegio di accompagnarlo – dopo il Festival di Nancy che lo rivelò al mondo del Teatro-danza e non solo - in Italia come in Messico, in Europa come in Canada, scopriamo che la perdita, benché attesa, è dolorosa.
Lo ricordiamo al Meeting di Rimini, nel 1985, quando androgino e seminudo sventolava un fiore di carta sotto il naso di un crocifisso trecentesco per implorare il perdono di Gesù per Giuda, “necessario alla storia della Salvezza”; lo ricordiamo a Madrid, a Parigi, a Ferrara, a Praga o a Roma, dove sempre suscitava la stessa violentissima emozione negli spettatori. Lo ricordiamo nel giardino di casa nostra come nel suo Studio di Yokohama quando la prima volta ci accolse stappando una bottiglia di eccellente bordeaux. Lo ricordiamo con la moglie adorata, Chie-san, che lo seguiva pazientemente negli ultimi anni; e se ne andò prima di lui. Ma ricordiamo con piacere anche la trasferta giapponese di Carla Fracci che, assieme ad altri grandi della danza mondiale, danzò in suo onore col figlio Yoshito.
Il nostro modo di onorarlo, da quando il tempo aveva fermato la sua capacità di muoversi e dopo aver creato l’Archivio Ohno a Bologna assieme a Eugenia Casini Ropa, è stato quello di affiancare la didattica Butoh – ma meglio sarebbe chiamarla “filosofia”, o meglio ancora “ricerca” - a quelle massime dell’Opera di Parigi e di Martha Graham nel Progetto danz.fest che per il terzo anno si tiene anche quest’anno a Cattolica nel mese di luglio.

Maria e Mario Guaraldi 

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It was as though he would live forever
The world’s Butoh dance legend dies at 103


In October of 2006, Kazuo Ohno celebrated his 100th birthday at the BankARt Studio NYK in Yokohama. The following year Bologna’s Civic Archeological Museum devoted a large exhibition to Ohno on the occasion of the opening of the Kazuo Ohno Butoh Dance European Archive at the University of Bologna. We dedicated a book to him comprised of a collection of posters from his various worldwide performances: A Hundred Years of Dance by Toshio Mizohata, his faithful student and manager and Marie Perchiazzi, his European promoter.
In recent years whilst in a sort of perennial sleep, Ohno was host to a procession of hundreds of ‘students’, dancers, and supporters from the world over who came to pay him weekly visits. It was as if those visitors and the video camera which recorded their meetings, sought to examine every centimeter of his skeletal body in search of meaning; perhaps that fine line between life and death that his dance philosophy had persistently explored.
It seemed as though he would live forever. Yet instead, yesterday afternoon at 4:38pm local time, he calmly slipped away. For us who had the privilege of accompanying him (after his European debut at the Festival of Nancy which revealed him to the world, not just that of theatre and dance) in Italy and Mexico, and then in Europe and Canada, realize that this loss although expected, is sorrowful.
We remember his performance at the 1985 Meeting di Rimini, when his androgynous, half nude figure waved a paper flower under the nose of a 13th century crucifix, as if to plea to God for Judus’ pardon - an act he would call “necessary to the Salvation story”. We remember him in Madrid, Paris, Ferrara, Prague or in Roma, where he would arouse similar intense emotions in his audiences. We remember him in the garden of our house, just as at the Yokohama Studio when for the first time he welcomed us into his home, and sharing a bottle of wine together. We remember him with his adoring wife Chie-san who was his patient companion, and who sadly passed before him. We fondly remember Carla Fracci’s trip to Japan, together with other great dance legends who danced in his honor with his son Yoshito.
Since Ohno was in recent years no longer able to travel, we have continued to honored him in Europe by founding the Butoh Archive with Professor Eugenia Casini Ropa at the University of Bologna which supports the worldwide dissemination of Butoh – a true dance ‘philosophy’ or perhaps better put, ‘quest’. And also through the creation of danz.fest, a international dance education project of the highest level of excellence which brings Butoh dance philosophy together with the great dance traditions of the Paris Opera Ballet and Martha Graham and for the third consecutive year and is held in Cattolica (Italy) during the month of July

Maria and Mario Guaraldi

RASSEGNA STAMPA
Repubblica.it
Unita.it
Ilsole24ore.com
Ilmanifesto.it
Magazine.unibo.it

GALLERY
Meeting di Rimini
Guaraldi.it

Newsletter 06/07/2010

CopertinaRimini, Martedì 27 Luglio
Sala del Giudizio del Museo della Città
Via Tonini, 1 – Rimini [mappa]
Ore 18.00

SUI BINARI DI UN SOGNO
Dai treni scomparsi al futuro
della mobilità nel riminese
Storia e prospettive


Presentazione del libro

PROGRAMMA

Saluto di Alberto Ravaioli
Sindaco di Rimini

Saluto di Giancarlo Venturini
Segretario di Stato al territorio, Repubblica di San Marino

Introduzione di Stefano Vitali
Presidente della Provincia di Rimini

Interventi di
Alberto Rossini – Curatore del volume
Giacomo Palma – Autore
Juri Magrini – Assessore ai Lavori Pubblici e Mobilità del Comune di Rimini
Filippo Boschi – Consulente del Piano Strategico
Mario Guaraldi – Editore

Conclusioni di Alfredo Peri
Assessore Regionale Mobilità e Trasporti

Conduce il dibattito
Simona Cesarini – Giornalista

» Scarica l'invito in .pdf
» Vai alla scheda libro

Perché intervenire
Vi sono due questioni di importanza fondamentale che sicuramente giustificano l’essere attenti a un progetto editoriale di questo tipo giacchè ne rappresentano il fulcro di indagine:
1) il collegamento con la Repubblica di San Marino, che attrae quotidianamente migliaia di pendolari (si calcola circa 6.000) e intercetta significativi flussi turistici;
2) e la questione davvero “storica” del ricongiungimento della Valmarecchia con la Provincia di Rimini, ora all’ordine del giorno dopo la recente approvazione anche da parte del Senato.
Oggi, ci sembra, esistono le condizioni in primo luogo culturali e poi di ordine infrastrutturale per proporre soluzioni ambiziose ma realizzabili, e persino attuabili in tempi ragionevoli. Ma proprio questa è la funzione di un progetto editoriale del genere. Ci sembrava dunque giusto raccogliere attorno a questo studio di Giacomo Palma, curato da Alberto Rossini, tutte le figure "oggettivamente" interessate al problema dei collegamenti Aeroporto/San Marino/Val Marecchia/Zona Nord: una sorta di grande anello di comunicazione che sbloccherebbe gli attuali drammatici imbuti.
Ma è anche ovvio che un libro del genere intende proporsi come modello di soluzioni strutturali al problema dei collegamenti mare-entroterra per l'intero sistema-paese. Il territorio riminese in molti casi è stato anticipatore di mode e tendenze, non solo nel turismo, poi affermatesi a livello nazionale.
Come suo costume, la Casa editrice Guaraldi tenta di essere “stimolo culturale” alle Istituzioni nell’individuare e dibattere temi cruciali per il nostro territorio, oltre che indagare le radici di una fondamentale “memoria storica” (De Re Militari di Valturio, La mia Rimini di Fellini, Villa Mussolini, ecc.) che l’omologazione “di massa” rischia di cancellare.
Attività di stimolo e di ricerca non sempre premiata, in verità, come riteniamo meriterebbe. Ma questo è un altro discorso.

Newsletter 16/07/2010

La notte bianca di Caravaggio albeggia a Rimini
SCATTI CARAVAGGESCHI

Un intelligente progetto didattico della Libera Accademia di Belle Arti di Rimini, diretta da Massimo Marra, diventa oggi Storia dell’Arte 2.0, una collana di e-book multimediali realizzati in collaborazione con l’Editore Guaraldi.
Il primo titolo della collana è non a caso dedicato a Michelangelo Merisi, in occasione del 400mo della morte e dell’omaggio riservatogli dalla Capitale con una “Notte Bianca”.
Il Caravaggio “riminese” reinterpretato dagli allievi, che – sotto la direzione dei rispettivi insegnanti di Fotografia, Storia dell’Arte, Anatomia artistica e Graphic Design – hanno rimesso in scena le atmosfere, i costumi, i colori e soprattutto la luce dei grandi capolavori caravaggeschi in chiave contemporanea.
Il risultato è davvero sorprendente per la qualità del lavoro interpretativo e delle ambientazioni, per la straordinaria “somiglianza psicologica” dei modelli che si sono prestati a reinventare i tableau, magari cambiando sesso ai protagonisti; e per la creatività immaginativa dei layout.
Una piccola “anteprima” dell’e-book che verrà ufficialmente presentato a ottobre per la ripresa dell’Anno accademico e che includerà i quattro migliori progetti grafici e multimediali realizzati dagli allievi sia del primo che del secondo anno, è scaricabile gratuitamente cliccando qui.
Questo è dunque l’omaggio riminese alla “Notte bianca di Caravaggio”, inevitabilmente tinto di rosa, verrebbe da dire: il rosa dell’arguzia e della creatività riminese... Oltre che della buona didattica.

Newsletter 19/07/2010

Perchè non sottoscriverò la petizione per l’IVA al 4% per gli e-book

Desidero spiegare a tutti i miei amici e colleghi perché non sottoscriverò - nell’attuale ambiguità legislativa che “regola” il commercio librario -  la petizione di riduzione dell’IVA degli e-books al 4% che è stata  proposta ieri a Roma nella prestigiosa Sala della Mercede alla Camera.
Non tutti ricorderanno che la battaglia dell’AIE per ottenere l’IVA agevolata si era incentrata all’epoca sui “meccanismi di resa” che caratterizzano il commercio librario. I libri “venduti” alle librerie non sono in realtà tali fino al definitivo sell-out che si realizza con l’acquisto da parte del  cliente: il continuo andirivieni fra libraio, distributore ed editore avrebbe reso micidiale la tenuta contabile dell’Iva a credito e a debito.
Va anzi ricordato in questa sede che il vecchio libro cartaceo è l’unica “merce” che obbligatoriamente ha un “prezzo imposto”, per cui il concetto stesso di Imposta sul valore aggiunto è un non-senso: bisognerebbe infatti  parlare non di IVA ma di una IVS, un’Imposta sulValore Sottratto, giacchè tutto il suo meccanismo commerciale  è basato su sottrazioni percentuali dal prezzo imposto di copertina: tot al distributore, tot al promotore, tot al libraio ecc. Non starò qui a ricordare le mie battaglie di una vita contro la logica aberrante del “prezzo imposto” e della percentuale intesa come “pizzo” che regola la distribuzione dei benefici di vendita ai vari protagonisti della filiera del libro. A partire dal concetto stesso di “diritto d’autore” calcolato su un prezzo di copertina stabilito arbitrariamente su “ipotesi” di venduto, inevitabilmente sempre sbagliate o per eccesso o per difetto!
Quello che mi preme qui ricordare agli amici che interverranno al dibattito è che per il libro cartaceo la normatitiva prevedeva banalmente una resa fisiologica per così dire “scontata in partenza”: ecco la ragione dell’IVA ridotta al 4%! Non la “nobiltà” della merce, non un privilegio della “cultura”, ma un semplice calcolo meccanico di come funziona il via vai del libro fra i magazzini dell’editore e gli scaffali delle librerie, regolato da quella micidiale legge non scritta chiamata “diritto di resa”. Unica protezione del libraio, è vero; ma anche vero responsabile della bulimia produttiva che caratterizza un mercato per sua natura affetto da nanismo: un migliaio di punti vendita in tutto, concentrati nelle mani di cinque grandi gruppi.
La battaglia per applicare agli e-books un’agevolazione artatamente mutuata dal vecchio modo di commerciare la carta, è una battaglia di retroguardia, ambigua e da rigettare. E le trovate di questo tipo dentro il Palazzo servono davvero a poco (e a pochi). L’Iva ridotta non è affatto di per sé garanzia di contenimento dei prezzi di vendita degli e-books.
Fortunatemente, le modalità online del commercio degli e-book fanno apparire per quello che sono, medioevali,  le logiche del “diritto di resa”: un libro scaricato dalla rete è venduto e basta! Ma è ovvio che facciano finta di non capirlo i colleghi che controllano ampi segmenti del mercato cartaceo, che si devono difendere dal rischio di improvvise rese milionarie, se il “sistema” si incrinasse e volvesse troppo rapidamente a favore della circuitazione digitale…
Ed eccoci al punto. L’e-book , col suo contenuto immateriale, ripropone a tutto il sistema editoriale, in maniera non ambigua,  la sua natura di servizio (sempre culturalmente rilevante) offerto alla cittadinanza, a partire dal mondo della Scuola: non più solo la sua natura di merce, che tuttavia  non è estranea neppure al mondo degli e-book, senza scandalo per nessuno.
Nel mondo dei contenuti immateriali il concetto di “prezzo imposto” fortunatamente si vanifica e manifesta tutto il suo anacronismo storico. Lo stesso libro-servizio lo si troverà a prezzi diversificati sulle diverse piattaforme distributive. Kindle raddoppia il prezzo indicato dal proprietario dei diritti (non più necessariamente solo l’editore, così come lo concepiamo oggi) in relazione ai vari Paesi di destino (da cui viene originato l’ordine), ai cosiddetti delivery-cost e ai relativi sistemi di  tassazione. Lo stesso libro sarà acquistabile a 5 dollari negli USA e a 10 in Europa, e così a seconda delle varie Piattaforme Distributive che fra non molto pulluleranno nel web. Per lo stesso motivo diventa irrilevante, rispetto al prezzo di vendita, il fatto che l’e-book sia di 500 pagine o di 32: entrambi potrebbero costare 9,90 dollari .
In questo quadro appena abbozzato sarebbe dunque più logico dedurre il contrario di quanto assunto dalla petizione che viene oggi proposta: bisognerebbe cioè avere il coraggio di rinunciare al prezzo imposto di copertina (anche per il libro di carta) e accettare la logica di una vera Imposta sul Valore Aggiunto:  ripensata però in funzione della tipologia del servizio offerto, come già si attua ad esempio per molte merci definite “di lusso”, giustamente caricate di una IVA più pesante o viceversa per merci e/o servizi con iva agevolata o addirittura esente.
Non sembrerebbe corretto, ad esempio, ipotizzare che i libri scolastici meritino un’Iva del 2% mentre i Libri di cucina quella del 20% , o che i Coffee-table Books possano sopportare tranquillamente il 30%? Sarebbe  scandaloso ipotizzare che i libri acquistati dal Sistema Bibliotecario per il prestito gratuito dei contenuti immateriali siano esenti da Iva e che gli stessi libri venduti ai librai per ricavarne un profitto siano trattati  giustamente con un’ Iva al 20%? Questa sarebbe la giusta battaglia che l’AIE e le varie Associazioni di categoria dovrebbero sostenere.
Mi si obbietta che è pericoloso entrare nel merito delle “tipologie”: un'opera dell'ingegno e' tale ed ha (o non ha) un valore indipendentemente dalla sua destinazione. Rispondo : si viaggia sia in Yaris che in SUV Bmw, ma con aliquote diverse e senza alcun giudizio di valore sulla qualità dei mezzi… Se il libro di carta poteva prestarsi all’equivoco merceologico della sua forma cartacea, non più per l’e-book: un libro sui funghi non è la stessa cosa di un testo di filologia romanza. Si vede dunque che non fa differenza a questo punto che si tratti di un libro di carta o di un cosiddetto e-book.
Sarebbe invece tempo di invocare una vera Costituente del Libro tout-court, come quella che verrà proposta all’e-Book Fest di Fosdinovo [www.ebookfest.it] in settembre : perché un libro è il suo contenuto non la sua forma.

Buon lavoro a tutti,
Mario Guaraldi

Si veda anche il Blog Prophetica Books  
http://guaraldi.bibienne.net/

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