GUARALDI UNIVERSITARIA - Contesti urbani, processi migratori e giovani migranti

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Matilde Callari Galli, Giuseppe Scandurra
STRANIERI A CASA
Contesti urbani, processi migratori  e giovani migranti/1


Come vivono gli abitanti delle nostre città, i residenti da generazioni e i nuovi arrivati? È possibile cercare di individuarne andamenti e dinamiche con gli strumenti propri delle scienze sociali? Queste domande hanno spinto un gruppo di antropologi a sviluppare un programma di ricerca dal titolo Contesti urbani, processi migratori e giovani migranti che nel piano delle ricerche di rilevanza nazionale ha ricevuto un finanziamento biennale dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Dal febbraio 2007 al febbraio 2009 il gruppo dell’Università di Bologna, coordinato da Matilde Callari Galli, ha indagato le modalità con cui sono vissuti e rappresentati i contesti urbani da gruppi di giovani migranti. La ricerca, oltre che sull’uso del territorio, si è focalizza sulle relazioni tra famiglie migranti e servizi educativi e scolastici dell’adolescenza, sui modi diversi di crescere i bambini specifici delle famiglie straniere e della “cultura dei servizi”, sulle differenti rappresentazioni del sé e dell’altro messe in gioco dagli incontri multiculturali. Questo volume, il primo di tre che riassumono l’intero lavoro di ricerca, presenta gli ambiti metodologici più rilevanti dell’etnografia urbana contemporanea e al tempo stesso indaga la trasformazione di determinati territori periferici della città di Bologna alla luce delle pratiche di vita quotidiana di gruppi di ragazzi e ragazze, protagonisti dello studio, tutti di origine straniera.
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Giovanna Guerzoni, Bruno Riccio
GIOVANI IN CERCA DI CITTADINANZA
Contesti urbani, processi migratori e giovani migranti/2


I figli dei migranti costituiscono uno dei più significativi fattori di trasformazione delle società contemporanee. Chiaramente, gli ambiti di osservazione delle loro biografie sono molteplici, dai percorsi di integrazione nella società di ‘accoglienza’ a quelli di produzione e riproduzione delle differenze, dalle ipotesi di devianza e marginalità a quelle di ‘acculturazione’ o ‘assimilazione’. L’ intenzione di questo studio è stata quella di analizzare questi processi attraverso la lente della scuola e dell’associazionismo in un contesto locale specifico: Bologna. È, infatti, sempre più chiaro agli studiosi come i contesti locali specifici costituiscano un terreno adatto allo studio e alla comprensione dei processi di inclusione e di mobilitazione sociale delle seconde generazioni sia in Europa che in Stati Uniti. Agli sguardi che scandiscono la quotidianità in un istituto scolastico si sono affiancati quelli che maturano nella strada, quando la scuola è vista da un’altra prospettiva. Nel caso delle associazioni, l’analisi delle sfide interne, come la partecipazione e mobilitazione dei soci, è stata unita all’esplorazione delle ambivalenti sfide esterne nei confronti del tessuto associativo ed istituzionale che animano la città di Bologna. Dalla ricerca emerge come la questione irrisolta, forse irrisolvibile una volta per tutte, tra riconoscimento della differenza e tensione verso l’uguaglianza del trattamento caratterizzi il vissuto di molti giovani di origine straniera, per cui i processi formativi, le trasformazioni dei rapporti dentro e fuori le istituzioni educative, come le organizzazioni collettive finalizzate ad entrare nello spazio pubblico, rappresentano tentativi di costruzione della cittadinanza agita nella quotidianità sociale.
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Ivo Giuseppe Pazzagli, Federica Tarabusi
UN DOPPIO SGUARDO - ETNOGRAFIA DELLE INTERAZIONI TRA SERVIZI E ADOLESCENTI DI ORIGINE STRANIERA
Contesti urbani, processi migratori e giovani migranti/3


Questo volume ha l’obiettivo di presentare i risultati emersi da una ricerca etnografica condotta nell’ambito di un più ampio progetto, che si proponeva di analizzare le reti sociali che coinvolgono bambini ed adolescenti di origine straniera nel rapporto con il territorio in cui vivono. Bologna, la città su cui è focalizzata la ricerca, ha rappresentato un territorio complesso, un’“arena” dove, attori istituzionali e non, sviluppano le loro pratiche quotidiane sperimentando nuove policy per l’immigrazione e attivando contesti in cui la cittadinanza diventa qualcosa di concretamente esigibile. Su tale sfondo si colloca questo contributo, teso ad esplorare le relazioni che si sviluppano concretamente tra servizi e giovani migranti, attraverso l’analisi di un “doppio sguardo”: quello di chi opera all’interno dei servizi e quello degli utenti stranieri. Dal lavoro etnografico emerge, infatti, che chi oggi si trova a gestire questi territori di frontiera sperimenta un elevato grado di incertezza ed è chiamato a decentrare lo sguardo, a ripensare i propri modelli professionali, consolidati in anni di lavoro con l’utenza autoctona, e ad elaborare nuove letture dei problemi dal “punto di vista” del migrante.
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