"Giorgino" Fabbri compie 80 anni e merita un brindisi pubblico più di tanti altri ottantenni in circolazione. Noto a tutti i riminesi come "il marito di Maddalena Fellini", è stato in realtà un pediatra extra-ordinario. Ma non era facile accorgersene, per quella sua dose "eccessiva" di umiltà (e di diminutivi) che gli faceva dire, alla fine della visita, con la stessa vocina del cognato, " ...cosa ne dici, Mariolino, la facciamo vedere da un dottore", e andava tradotto: "secondo me sarebbe meglio portarla in ospedale..." e così ha letteralmente salvato la vita di nostra figlia Irene.
Senza Maddalena, Giorgio è come un acquario senza il pesce rosso: da assoluta protagonista lei lo navigava, lo percorreva, dava un senso al suo spazio interiore. Il suo libro, "Storia in briciole di una casalinga straripata", non può che avere lui come incipit : "Ho conosciuto quello che sarebbe divenuto il compagno della mia vita quando avevo poco più di sedici anni... Giorgio in effetti era piacevole di aspetto e assomigliava straordinariamente a Tyrone Power. Sarò sincera: mi piacque molto, e subito... Subito dopo cominciammo a litigare a non abbiamo ancora smesso". Gli mancano, a Giorgino, quei litigi. Ma se la sua devozione è sempre stata comunque a prova di bomba, oggi è assoluta, espanta, allargata al "fratellone" Federico, di cui colleziona con cura maniacale reperti preziosissimi, cui neppure la Fondazione, estemporaneo hot-dog fra casa ed ex ambulatorio (Chiamami Museo), ha accesso, e forse neppure conosce. Oggi, a festeggiare "Giorgino" c'è apparentemente solo l'adorata "Franceschina", due metri di pepe preso da zio Federico, capelli rossi con barboncino bianco al collo, a lenire certi dolori, astratti furori, ma anche per scaramanzia. In realtà, Giorgino, oggi siamo in molti sotto la tua finestra a stappare un'acqua minerale, ingoiando il magone, ma anche intimamente felici di tutto il bello e il bene che abbiamo vissuto.