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Mittwoch 22 Mai Frühling 2013
  ARTIKELKARTE
Autor: Mario Guaraldi
Titel: Sperare, sperare, sperare!
Text:

Caro Direttore,
mi chiama una brava cronista del Ponte per raccogliere, fra le tante, anche la mia dichiarazione di buoni propositi per l'anno che inizia. La sento turbata dalle mie bordate e ne sono a mia volta turbato. “Ma non vede nulla di positivo” ? Mi chiede angosciata.
Le rispondo: anche quest'anno l'immagine di Rimini si è sposata con quella della dilagante stupidità televisiva. Per l'ennesima volta la banalità di uno show di fine anno si è saldata con l'arroganza di una classe dirigente in declino, in nome di un maldigerito concetto di marketing.
Ancora una volta l'ossessione della visibilità a qualunque costo ha avuto la meglio sull'intelligenza di un gruppo di “brave persone” che pensa ormai e si comporta esattamente come Berlusconi, ma con trent'anni di ritardo: quando il Cavaliere inventò la TV spazzatura, aveva almeno il merito di essere in anticipo sui tempi.
La città si è impoverita non tanto del milione e duecentomila euro che dicono sia costata alla collettività la miserabile passerella di tutto ciò che la incultura televisiva ci propina ogni giorno; peggio, si è impoverita di quel residuo di cultura contadina che avrebbe evitato a tre poveri bravi ragazzi amici dei nostri figli di non rendersi neppure conto che “per scherzo”avevano rischiato di bruciare vivo un essere umano. Perché questa città ha rinnegato le proprie radici per sembrare laboratorio della cosiddetta modernità che sniffa cocaina per poter lavorare anche la domenica e praticare in amore il libero scambio al giusto prezzo, confondendo letto e mercato.
Quante lacrime da coccodrillo, nei giorni successivi il fattaccio di Andrea detto “Biscia” da parte di quegli stessi politici e amministratori che avevano voluto la serata televisiva di capodanno! Eppure sanno fin troppo bene questi politici che i burattinai della  televisione fanno credere ai nostri figli che si possano vincere 500 mila euro solo azzeccando un pacco taroccato e che la felicità dipende da un colpo di culo, o di tette, a seconda dei casi. Quanti voti porterebbe a casa chi predicasse una vita di dedizione a un lavoro da 1.200 € al mese, se va bene, ma molto bene?
Sento già il commento commiserante: il solito moralismo del c. ! Uccelli del malaugurio, profeti di sventura, i soliti “esagerati” …
Non bastano i risultati elettorali e lo sfacelo di questa povera ex-sinistra a far capire ai nostri amministratori che stanno correndo verso il baratro. Bisognerebbe regalar loro il libello di Cipolla sulle tre leggi fondamentali della stupidità edito da quell'editore sovversivo che è il Mulino. Ma è un libro d'antiquariato e certamente non “fa tendenza”. Del resto i politici sanno bene che gli italiani sono refrattari ai libri anche quando fanno finta di leggerli: l'esempio de “La casta” è clamoroso. Non solo non è servito a nulla, ma se possibile ha fatto da bigino per imparare come farsi più furbi! Persino la più autorevole casta massonica sembra non sapere più bene quale strategia adottare dopo le sdentate bancarie e si barcamena fra rigurgiti gelliani e furori dipietristi. Leggere l'ultimo libello del'ex picconatore Cossiga, per credere e rabbrividire.
No, cara cronista del Ponte: non vedo nulla di positivo in questo esordio di “anno nuovo”, ma per paradosso continuo a sperare.
Spero, con tutti profeti, in un “piccolo resto”, spero in un germoglio nato da un ceppo rinsecchito, spero contro ogni speranza. Un piccolo resto nascosto, come sempre nella storia, nelle pieghe della quotidianità. Studenti straordinariamente dotati che sono convinti di essere “anormali” e non sanno dove sbattere le loro qualità in un contesto sociale che non sa più distinguere un genio da un imbecille; comunità di giovani volontari che battono le nostre notti solo per far prendere un bagno a un senzatetto senza paura della loro puzza; monache giovani e carine che si fanno vanto della loro “aliena” verginità e “sciupano” la loro vita per star dietro a quella di ruderi umani, scherzi di natura, per i quali l'intelligenza laica e il senso etico della sinistra invocherebbe piuttosto l'eutanasia. Ma anche semplicemente famiglie che animano le feste parrocchiali e fanno vivere gli asili a rette “umane”, fuori dell’asfissiante burocrazia comunale.
E' questo il resto che salverà la nostra povera civiltà occidentale, il nostro Paese, questa nostra povera Rimini, dall'alzheimer istituzionale che sembra averla colpita.
Spero. Il mio cuore sobbalza quando oltre oceano qualche tenue segnale appare, magri col volto di Obama. Ma a casa mia, nel mio Paese, non vedo segni di ravvedimento, di cambiamento di rotta. Vedo al contrario un indurimento dei cuori, l'innalzarsi della soglia di cinismo, la generalizzazione dell'avidità, la disponibilità diffusa alla corruzione. Vedo la noia dilagare come una palude dopo che si è avuto tutto e tutto si è sperimentato, una generazione di giovani vecchi, di adulti abortiti. Vedo l'omologazione, la solitudine delle persone, l'abbandono delle nuove generazioni alla loro “ignoranza” della storia. Vedo l'asservimento umiliante di ciò che chiamavamo cultura al moloch di un turismo fragile basato sul nulla, su qualche Outlet per i nuovi mafiosi russi figli legittimi dell'ex regime comunista; vedo i capolavori della pittura ridotti a “investimenti” bancari conservati in caveau.
Vedo questa dirigenza politica esultare per la finta conferma dell'audience di fine anno, dettata da una macchina truccata come l'Auditel. E con la recessione mondiale alle porte, con il consumismo minato dall'impoverimento collettivo, con le migliaia di conflitti irrisolti ovunque nel mondo, con la miccia appena accesa a Gaza, vedo persino il rischio di quella terribile soluzione ai problemi del Potere che chiamiamo Guerra.
Proprio per questo non posso fare a meno di continuare a sperare, sperare, sperare…

Datum: Montag 05 Januar 2009
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