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Domingo 19 Mayo Primavera 2013
  FICHA DE ARTÍCULO
Autor: Mario Guaraldi
Título: Muoia Sansone con tutti i filistei
Texto:

Ricevo sul mio computer una newsletter di “Zero-heures”, la più intelligente casa editrice francese on-line, che distribuisce gratuitamente fino al 30 settembre , sul proprio sito www.00h00.com , due libri dichiarati “utili” per capire la drammatica attualità di questi giorni: Ici Kaboul scritto da una francese che ha vissuto per molti anni in Afghanistan e Jours ordinaires à Dheisheh scritto da Muna Hamzeh, una giornalista con doppia nazionalità americana e palestinese. Per questo stesso motivo, per cercare di capire realmente quello che sta succedendo, ho ripreso in mano Il Corano.
Mi sembra un modo “ovvio” di concepire il lavoro culturale: di fronte a fatti gravidi di conseguenze, che necessitano di essere ben compresi, ci si documenta, ci si dota di adeguati strumenti critici, ci si arricchisce del contributo di chi quei problemi li conosce meglio di noi. Questa è cultura.
E invece è tutt’altro che ovvio.
Subiamo con qualche ansia il sibilo sinistro dei venti di guerra, di una guerra che può avere dimensioni apocalittiche, ma non riusciamo a sottrarci alla logica che ci viene proposta, alla ineluttabilità di una risposta bellica al criminale attacco terroristico alle Twin Tower. Passiamo ore incollati davanti ai teleschermi, ci riempiamo gli occhi della tragedia americana mentre mangiamo le nostre amatriciane, mentre lamentiamo con le nostre mogli il disastro “globale” del crollo delle Borse.
Ora, la nuova strategia terroristica ha fatto emergere con chiarezza che il problema è davvero “globale”, che non è senza conseguenze universali il fatto che il 20% della popolazione consumi l’80% delle risorse economiche del pianeta.
Ricordate l’episodio biblico di Sansone? E’ l’omologo antico dei moderni kamikaze. Sansone tradito, umiliato, reso “debole” per il taglio dei suoi lunghi capelli da nazireo, torturato e accecato, chiede al suo Signore la forza per compiere il gesto di vendetta che lo vedrà morire assieme agli odiati sfruttatori del suo popolo nel crollo del Palazzo: muoia Sansone con tutti i Filistei. E lo stesso Mosè, ben prima di Maometto, chiama il suo popolo alla “guerra santa” contro Madian: il libro biblico ne dà una cronaca agghiacciante.
Ma siamo, appunto, nella “logica” dell’Antica Alleanza, quella del talione – occhio per occhio, dente per dente – che ancora condiziona le scelte di Israele, che permea il variegato mondo dell’Islam, erede dell’ebraismo vetero-testamentario fino all’estrema, criminale “purezza” di Bin Laden. Una logica che, paradossalmente, sembra oggi avere “convertito” lo stesso Bush jr e l’intero occidente. Che beffa scoprire che “Islam” vuol dire letteralmente “sottomissione alla volontà di Dio”…
In vista della guerra “vendicatrice”, gli Stati Uniti – e con loro la quasi totalità del mondo politico anche europeo, Bertinotti incluso – si preoccupano di negare che si tratti di una guerra “di religione”. Ma sembra davvero una “escusatio non petita”. E l’accusatio è fin troppo “manifesta” quando l’opulenta idolatrice di Mammona, di fronte ai morti del World Trade Center, all’improvviso intona il “God save America”. In che cosa il Dio degli americani si distinguerebbe da Allah, Dio grande e misericordioso?
Entrambi stanno combattendo una “guerra santa”. Chi avesse voglia anche solo di sfogliare il Corano – letteralmente “salmodia” – scoprirebbe con stupore di trovarsi di fronte a una specie di “riscrittura” della Bibbia che si apre proprio con l’episodio di Adamo ed Eva : “Satana fece loro perdere il Paradiso in cui si trovavano; allora Noi dicemmo loro: scendete, l’una parte di voi sarà nemica all’altra; sulla terra voi avrete una dimora e un godimento per un tempo limitato”. E pagina dopo pagina vi si ritrovano tutti i grandi personaggi e fatti biblici: Abramo, il popolo di Israele, il diluvio, Mosè, gli angeli e lo stesso Gesù che il Corano riconosce e venera come profeta, “citandolo” dozzine di volte col nome di “figlio di Maria” (veneratissima: leggere per credere la splendida sura xix), “ Messia”, “ verbo di verità”, “verbo di Dio”, “eminente in questo mondo e nell’altro”, che morirà, verrà risuscitato e asceso al cielo. Ma considera miscredenza blasfema la sua pretesa uguaglianza con Dio, al pari dello Spirito Santo, e nega ogni sostanza redentrice al suo sacrificio. Un “dettaglio” non di poco conto. Recita infatti il versetto 190 della Sura II : “chiunque usi violenza contro di voi, usate pure voi violenza contro di lui nello stesso modo in cui egli ne avrà usato contro di voi; temete Dio e sappiate che Dio è con quelli che lo temono”. Siamo lontani anni luce dalla “novità” portata da quel Gesù di Nazareth che proclama la legge inversa del porgere l’altra guancia, di amare i propri nemici... Non a caso solo il Papa ha implorato di non combattere alcuna guerra “in nome di Dio”.
Nonostante i grattacieli, gli aeroplani, le meraviglie delle nuove tecnologie, il mondo non sembra cambiato dai tempi di Mosè, dei Filistei e di Maometto. Dovremo tutti meditare, d’ora in avanti, sugli abbagli del “progressismo”.
Bisognerebbe coltivare di più lo studio della storia per capire che in realtà tutto origina sempre e solo dal cuore dell’uomo, dalle sue cupidigie. Anche il dramma della sfida “globale” di questi giorni: perché la cultura e la dignità dell’uomo è più dell’economia che si è data. E se davvero la religione è “sottomissione alla volontà di Dio” bisognerà anche imparare che il giudizio spetta a lui solo e che la vita è comunque sacra per tutti, giusti o malvagi, come insegna la parabola della zizzania.
Ricordino i cristiani, soprattutto i cattolici, che il loro nome rimanda alla “universalità” della Salvezza ottenuta per il sacrificio di Uno; e che la loro speranza è quella espressa magistralmente dal salmo 85(84): “Misericordia e verità s’incontreranno / giustizia e pace si baceranno. / La verità germoglierà dalla terra / e la giustizia si affaccerà dal cielo”.
Speriamo che questa lezione non sia solo per “the day after”.

Fecha: Sábado 22 Setiembre 2001
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