Rivedere oggi l'immagine delle migliaia di riminesi che hanno accompagnato l'ultimo viaggio di Federico, otto anni fa, ci procura un'emozione forte.
E anche un profondo senso di vergogna.
Rimini deve a Federico Fellini una gratitudine immensa: lo ha invece, purtroppo, ripagato con scelte culturalmente inadeguate e politicamente miopi ed egoiste, la cui responsabilità va soprattutto ricercata nella precedente Amministrazione ma che si sono drammaticamente prolungate, in forma di impotenza, anche nell'attuale. Non si tratta di rinfocolare le polemiche spesso meschine che hanno accompagnato la vita anche recente di quella che occorre ricominciare a chiamare "Associazione Fellini" e non Fondazione. Al contrario.
Occorre avere il coraggio di riconoscere e di dire con chiarezza a tutti i riminesi, gli stessi che si erano stretti attorno alla bara di Federico, che la città ha affidato la memoria del grande Maestro a personaggi che hanno mostrato di preoccuparsi più dei propri interessi politici o privati che dell’enorme potenziale di cultura che l’opera artistica del grande Maestro sarebbe stata capace di dispiegare a livello locale, nazionale e internazionale. Un potenziale di cultura di cui la nostra città ha un bisogno disperato. Del pari, Rimini si è dimostrata incapace di raccordarsi correttamente con la Famiglia Fellini, in un rapporto limpido e trasparente di comuni intenti e non di reciproci sospetti e ricatti.
Non serve, ora, attendere improbabili soluzioni da parte di inesistenti “Fondazioni” o pensare a deleghe farisaiche a presunti “amici” di Fellini.
“E’ necessario prendere atto che uno dei grandi Maestri del cinema mondiale non è realmente né amato né conosciuto nella sua città”, scrivono nel loro documento i Democratici, ridotto ormai a puro aggettivo, “felliniano”, sinonimo di stereotipi sotto-culturali, quando non addirirttura ridotto alla drammatica dimensione di “marchio” da sfruttare”.
Noi lo abbiamo sempre gridato, coerentemente e a volte con angoscia, con tutta la Voce che avevamo: proprio perchè a Fellini vogliamo bene e vorremmo che lo conoscessero e lo amassero anche i nostri giovani che non hanno mai visto un suo film.
Solo se la città intiera - con le sue Istutuzioni culturali, i suoi uomini di cultura, le sue associazioni - saprà riappropriarsi dell'"eredità" artistica Fellini, che è eredità squisitamente culturale, non di statuette degli Oscar, non di qualche disegno supervalutato, non di potere, solo allora riscatterà la vergogna di avere fin qui disonorato la memoria del suo più grande concittadino.
I DEMOCRATICI RIMINESI PER FELLINI
Nell’ottavo anniversario della morte di Federico Fellini, i Democratici riminesi sentono il dovere morale e politico di onorarne la memoria e l’opera al di là e al di sopra delle polemiche e delle miserie che hanno accompagnato le recenti vicende della Associazione a lui dedicata.
I Democratici riminesi propongono di porre fine a questa stagione di veleni chiedendo a tutte le Istituzioni, a tutte le forze culturali operanti sul territorio, a tutti coloro che hanno davvero a cuore le sorti culturali della nostra città, di fare ciascuno la propria parte.
E’ necessario prendere atto che uno dei grandi Maestri del cinema mondiale non è realmente né amato né conosciuto nella sua città.
Il primo, semplice gesto che i Democratici propongono di compiere è pertanto sul piano educativo: quello di organizzare, in collaborazione con il Provveditorato e con le Direzioni didattiche, cicli permanenti di proiezioni, nelle scuole riminesi, di tutti i film di Fellini.
All’Università riminese proponiamo di promuovere autonomamente la raccolta e la conservazione delle tesi di laurea dedicate a Fellini in collaborazione con gli atenei di tutto il mondo.
La Cineteca riminese e la Cineteca regionale diano vita a iniziative mirate a verificare come la lezione del Regista riminese agisce nel travagliato contesto della crisi in cui si dibatte il Cinema italiano.
Fellini è più amato all’estero che nella sua città: si contano a centinaia i “Club Fellini”: l’Assessorato alla Cultura crei dunque un sito Internet degno di questo nome, con una bibliografia internazionale, un Forum per il dibattito internazionale, un motore di ricerca per temi, un’ampia documentazione fotografica.
Solo così, con un’azione coordinata e congiunta di tutti, Rimini dimostrerà di avere davvero a cuore l’eredità del suo più illustre concittadino.